r1 – il basso


è un lampo. dura poco. ho provato diverse volte a ricostruire luoghi e tempi, finora invano.

sono a milano, forse a bresso dove abitano i miei zii. vedo sicuramente mia sorella e mio padre, mia madre no [incongruenza lieve, poteva essere dai miei zii]. siamo chiaramente andati in visita, come da tradizione, ma forse poteva esserci di mezzo anche un funerale [verificabile eventualmente]. si partiva al mattino presto e si tornava dopo cena.
la sensazione è quella di un adolescente che passa tutta la giornata in attesa di qualcosa, sopportando tutte le rotture parentali del mondo solo ed esclusivamente perché in fondo agli occhi ha la luce [o più verosimilmente la promessa] dell’acquisto del basso nuovo. quel basso che da anni vedeva nelle mani del bassista nudomattoetatuato di quel gruppo dal nome lungo che suo padre storpiava sempre.
altri tempi: l’adolescente non aveva internet, forse non esisteva ancora. lo usavano solo alla nasa.

lampo: a casa di mia zia, appena dopo pranzo sfoglio le pagine gialle e cerco “strumenti musicali, vendita e riparazione”. sì, lampo chiarissimo questo.
poi quale ho scelto dei negozi trovati sulle pagine gialle proprio non lo ricordo.

stacco.
ora è in macchina.  sedile posteriore della golf [verificabile] insieme a sua sorella [incongruenza lieve: perché dietro se non c’era la madre?]. vetrina di negozio di strumenti. tenda da sole tinta rossastra. parcheggio simil-privato, asfalto chiaro. bella giornata. entrano padre e figlio [forse anche lo zio] con in mano un basso eko imitazione di un precision, il suo primo basso.

lampo.
il padre contratta col negoziante per l’usato eko in cambio di un discreto sconto. l’adolescente è incollato al retro vetrina. fissa imbambolato uno stingray colore natural, mascherina nera. l’aveva visto già dalla macchina mentre si avvicinavano al negozio e aveva detto a chiare lettere: è lui. poi dentro non aveva il coraggio di toccarlo. luccicava. mentre il padre contratta lui vorrebbe saltellare battendo le mani ma invece manda giù e suda.

stacco.
nel parcheggio mia sorella che vuol vederlo. glielo apro spiegando che la custodia è la custodia originale musicman, con il panno originale musicman. allunga la mano vuole toccarlo. mi incazzo serio e richiudo la custodia. il basso brilla ancora. è proprio quello di flea. sì, insomma, nella foto che ho in camera ha quello nero e sta facendo quella cosa strana col pollice sulle corde [l’adolescente scoprirà da lì a poco lo slap in thepowerofequality] però questo è ancora più bello no cioè è bello uguale.

buio.

sui miei calendari ho sempre scritto 5 settembre acquisto musicman e di anno in anno mi sono sempre riproposto di andare a fondo della vicenda. sicuramente ante 1999 e post 1995, nient’altro.
e nonostante fossi un ignorantone che ha comprato alla cieca, quel basso ho giurato di portarmelo nella tomba.
e il groppo in gola come quando stavo in quel negozio riesco a sentirlo quasi ancora.

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