heineken jammin’ festival 2012: red hot chili peppers


il titolo mi sembra abbastanza chiaro. giovedì scorso sono andato a vedere il mio dodicesimo (mi pare) concerto dei red hot. questa volta all'hjf a milano (rho). prima di loro la solita eterna attesa sotto il sole e sopra un prato moquette verde. attesa per niente allietata dai discutibili artisti pomeridiani, pittbull in testa. noel gallagher sembrava incazzato per non essere più la star principale ma essere stato retrocesso a gruppo spalla. d'altra parte aveva una band da casa di riposo e non poteva pretendere di più.
sì lo so, sono insofferente.

i red hot salgono sul palco alle 10 circa. nel frattempo sono riuscito a fotografarmi con dave Rat, il loro fonico e mio idolo. Iniziano come previsto con MonarchyOfRoses. il parco luci e ledwall non è al completo: hanno solo 5 schermi mobili sugli 8 che hanno di solito, niente pedana led, luci diverse. ad ogni modo l'effetto scenografico non è niente male. dalla nostra posizione la chitarra è sempre immersa, come era stato al concerto invernale al forum e alla presentazione a colonia. josh emerge solo in un paio di pezzi. la mia teoria è che il suo suono rispetto a quello di john sia un attimo più riverberato all'origine (dalla sua pedaliera) e per questo stenti ad emergere come faceva frusciante. ad ogni modo il ragazzo si comporta discretamente anche se a condurre le jam è sempre e solo flea. john le portava dove voleva lui. josh si fa portare. non è un grosso problema. il vero problema di questo heineken è l'altra metà del gruppo: sia chad che anthony sembrano in serata no. si parla di problemi ai monitor ma non escluderei una lieve forma di scazzatura. chad ha fatto pochissimi versi, secondo me era di luna storta.
non sto qui a commentare i singoli pezzi, mi limito ad alcune spigolature. PowerOfEquality e MeetMeAtTheCorner sono i pezzi più fuori scaletta della serata, scaletta che è la tipica da festival con tutti i successoni e le commercialate da grande pubblico. e il "grande pubblico" non smentisce la tendenza già in atto da alcuni anni: pogo scatenato e indiavolato su Snow e calma funeraria su Fire e PowerOfEquality con facce smarrite che si chiedono su quale singolo di StadiumArcadium cercare ste b-sides… io e la mia cerchia saltiamo e cantiamo in solitudine ma va bene così.
il set, non lunghissimo, scorre abbastanza tranquillo nonostante lo spegnimento per qualche minuto dell'intera colonna sinistra dell'impianto. poi escono per tre bis che si concludono con un brano strumentale che potrei scommettere ritroveremo nei singoli che faranno uscire tra poco.
rapporti col pubblico abbastanza freddi a parte le solite quattro urla di flea rivolte alla musica e all'amore.
le altre volte che li avevo visti in festival erano gasati e avevano dato la paglia a tutti gli altri gruppi, stavolta bastava talmente poco che non si sono impegnati più di tanto. ai miei occhi raggiungono la sufficienza senza farmi stavedere. diciamo che sta volta mi sono goduto più che altro la compagnia rispetto alla musica ma va bene anche così.

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