presente

36 ore


pranzo coi colleghi della scuola.

domani, dicono, ci sarà un’assemblea sindacale cgil. iniziano a parlare di cosa si parlerà. la collega mi dice “guarda di esserci che è importante”. l’altro “se hai lezione ti sostituiscono. approfittane!”. e poi il grande. “ci diranno che ci portano a 36 ore e ci abbassano lo stipendio, porco %#$”.

Immaginesorvolerò sulla storia del farsi sostituire. mi fermo un attimo sulle 36 ore. premetto che non ho mai approfondito i miei diritti/doveri contrattuali e non ho mai piantato particolari grane con la dirigenza. so solo che siamo assunti con un determinato carico orario e che la nostra paga è proporzionale a questo. poi so che alcune ore sono di lezione frontale ed altre di coordinamento. so anche che più sei anziano/paraculato più ore di coordinamento hai e meno di lezione frontale. (tipo io il primo anno le avevo tutte di lezione frontale).

le 36 ore dovrebbero essere 7×5 (+1?) cioè 7 ore al giorno per 5 giorni (oppure 8×4+4 non so). comunque si tratterebbe di stare a scuola tutti i giorni dalle 8 di mattina alle 4/5 di pomeriggio, con un’ora di pausa (o na cosa simile). niente giorno libero, niente pomeriggi liberi, niente mattine libere. e magari timbrare pure il cartellino.

ora. non posso dire che non vedo l’ora succeda una cosa del genere perché sarei un ipocrita. quest’anno non ho giorni liberi ma l’anno scorso sì e, sarò sincero, fanno comodo di bestia. però il problema sta nei colleghi. c’è una quantità di colleghi nullafacenti o, meglio, pocofacenti che fa spavento. arrivano all’ultimo minuto e se ne vanno un minuto dopo la campanella. siedono ai consigli di classe col fuoco sotto il culo. approvano gli ordini del giorno delle riunioni plenarie solo pensando ad uscire il prima possibile dalla sala. non si aggiornano, non si mettono in gioco, non innovano, non imparano, non si confrontano con l’esterno: galleggiano. farli stare a scuola obbligatoriamente dalla mattina alla sera non cambierà certo il loro modo di intendere l’insegnamento, però da un punto di vista di giustizia divina romperà loro i coglioni e magari uno o due rifletteranno sulla loro missione di docenti.

io domani andrò all’assemblea e ascolterò cosa hanno da dirmi. difficilmente mi opporrò a questa idea. io ogni giorno a scuola ci sto molto più di sette ore. ma io sono matto.

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