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Ngapeth nculet (sottotitolo: l’umiltà)


ieri sera (13 maggio 2015) c’è stata gara-4 delle finali scudetto della serie A1 di pallavolo. la partita si giocava a modena e si affrontavano trento e, appunto, modena. il parziale delle partite precedenti era di 2 a 1 per trento quindi la gara di ieri sera era decisiva per entrambe le formazioni: eventuale vittoria scudetto per trento, eventuale riapertura della serie per modena.

chi non è appassionato di pallavolo probabilmente non sa cosa vuol dire giocare al palapanini (il campo di modena): 5mila tifosi indiavolati, ma veramente indiavolati (e per il 90% a favore di modena, obviously). anche per squadre coi controcoglioni giocare lì non è per niente semplice.

il racconto della partita (e delle partite precedenti) è roba da gazzetta dello sport. quello che interessa a me è il comportamento in campo di due giocatori diametralmente opposti.

il primo, che di cognome fa ngapeth, è francese, gioca a modena come schiacciatore, ha 24 anni e ho deciso di chiamarlo l’atleta NON umile. è questo qua:

il secondo, che di cognome fa giannelli, è di bolzano, gioca a trento come alzatore, ha 18 anni e ho deciso di chiamarlo l’atleta umile. qui è mentre riceve il premio di miglior giocatore della partita di ieri sera:

l’alzatore è un po’ il regista della pallavolo, la testa, la chiave. giannelli solitamente non è titolare ma ha giocato i playoff in maniera eccezionale e si è meritato il titolo di miglior giocatore sia in gara-3 che in gara-4. chi è appassionato di pallavolo vada a rivedersi queste due partite, ne vale la pena.

la squadra di modena (e in particolare l’atleta NON umile) ha la peculiarità (molto irritante per me) di esultare spesso in maniera scomposta, irriverente, sguaiata e, alcune volte, di mancare di rispetto all’avversario. ieri sera, solo per citare il caso più eclatante, l’atleta NON umile ha deliberatamente e volutamente fatto lo sbruffone con il capitano di trento, emanuele birarelli, che aveva sbagliato una battuta proprio su di lui. spesso tutto questo è tattica, è pressione psicologica sull’avversario, è agonismo. ma a me non piace.

la squadra di trento invece, complice la celeberrima ritrosia dei trentini verso le manifestazioni di gioia e tripudio e la glaciale durezza del suo allenatore bulgaro, mantiene sempre un atteggiamento molto più composto e pacato. ieri sera, solo per citare un caso, l’atleta umile ha piazzato un secondo tempo (che vuol dire un colpo un po’ inaspettato, a sorpresa) da lacrime agli occhi e non si è minimamente azzardato a prendere in giro l’avversario (anche se ne avrebbe avuto ampiamente diritto).

tutto ciò per giustificare il titolo del post, vagamente volgare, ma motivato dall’antipatia che mi causano gli atleti NON umili in uno sport nobile come la pallavolo. giannelli ha 18 anni e un futuro brillantissimo davanti. e lui, insieme alla sua squadra, prima di tutto ieri sera ha vinto la gara dell’umiltà e del rispetto degli avversari.

oltre che aver asfaltato modena.

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